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Stupor Mundi
Lo stupore è la prima forma di felicità che siamo capaci di provare e la prima che smarriamo poi nel corso del tempo, spesso perduta negli interstizi di passaggio tra la fanciullezza e l’età adulta. E solo i poeti, i matti e i visionari ne serbano scintille. Non c’è lusso più grande per un adulto che riuscire ancora a provare stupore.
(Viola Ardone)
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Inarrivabile Shakespeare
Domani, e domani, e domani,
striscia, un giorno dopo l’altro,
a piccoli passi, sino all’ultima sillaba del tempo fissato;
e tutti i nostri ieri hanno illuminato agli stolti
la via fino alla morte polverosa. Spegniti, corta candela!
La vita non è che un’ombra che cammina, un povero guitto,
che s’agita e si pavoneggia nella sua ora sulla scena,
e poi nulla più si sentirà di lui. È una storia
raccontata da un idiota, piena di rumore e di rabbia,
che non significa nulla.(William Shakespeare, Macbeth)
(In inglese, fa venire i brividi… ancora di più). -
Ridateci la noia
La noia è un motore pulito, un’energia formidabile che ti porta lontano e non danneggia l’ambiente. Oggi la noia è fuori moda. Le vite di tutti sono piene da scoppiare e per la noia non resta tempo. La noia fa orrore, come un vuoto inutile, una mancanza. Invece la noia è un pieno che non chiede spazio, ma lo crea; è un fertilizzante potente, che fa crescere piante rigogliose, e poi fiori e frutti. «Mamma, mi annoio» mi capitava di dire da piccola. E lei, invariabilmente: «Prendi un libro.» È cominciata così.
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Keep calm and carry on
Volevo scrivere l’elogio della pazienza, proprio io che sono nata senza. Ci sono tante frasi sagge, proverbi, citazioni, il Patriarca Giobbe, il Dalai Lama, Immanuel Kant, tutti a dire quanto la pazienza sia una virtù. Ma la pazienza ha la stessa radice greca di tanti termini italiani, come patire, patologia, passione, e tutti significano, in qualche modo, sofferenza. Forse la virtù è la riflessione, la capacità di distacco e di giudizio, la tolleranza, ma saper sopportare, in sé e per sé, non mi sembra encomiabile, anche se può essere utile. Personalmente, ho la pazienza di Paperino, perciò sto con gli impazienti, coi quali condivido l’urgenza di arrivare al dunque. Siamo nervosetti? Può darsi, ma, come diceva mia nonna, aspettare e non venire è una cosa da morire. (Che non è saggezza popolare, ma una citazione da “La serva padrona” musicata da Giovanni Battista Pergolesi, libretto di Gennaro Antonio Federico)
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Kairós, il momento da afferrare al volo
«E tu chi sei?» «Il Momento, signore di ogni cosa.» «Perché stai in punta di piedi?» «Corro sempre veloce.» «Perché hai due ali ai piedi?» «Io volo col vento.» «Perché tieni un rasoio nella destra?» «Come segno, per gli uomini, che più tagliente discrimine non c’è.» «E perché hai la chioma sul volto?» «Per chi viene incontro, che l’afferri, per Zeus!» «Ma quella gran pelata dietro?» «Una volta passato avanti sugli alati piedi, nessuno, per quanto lo desideri, mi afferrerà da dietro.»
(Epigramma di Posidippo di Pella -310/240 a.C.-)
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Cammina cammina…
Formula narrativa delle fiabe, che prelude a un momento fatale, quando il protagonista, dopo aver percorso una lunga strada ed essersi allontanato dai suoi luoghi sicuri, sta per affrontare l’ignoto; ed è qui che inizia la storia, perché quando impariamo un nuovo andare, allora tutto può cominciare o ricominciare un’altra volta. Avete presente il guru 2.0 che vi suggerisce di lasciare la vostra comfort zone? Uguale, solo che la fiaba, con la sua poesia antica, entra nel cuore molto di più. E allora cammina cammina…
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Gentilezza
“Ovunque ci sia un essere umano, vi è possibilità di gentilezza” (Seneca)
Dal latino gens, gentis, ovvero famiglia, stirpe, “gentile” significa appartenente a una casata e quindi nobile. Ma nel tempo si perde il significato di nobiltà del sangue, a cui subentra quello di nobiltà d’animo: un valore innato nell’uomo e che l’uomo ha il compito di esprimere al meglio, innalzando la propria anima attraverso la bellezza e tutto ciò che a essa è connesso. La gentilezza è amabilità, cortesia, delicatezza, garbo, grazia; essere gentili fa bene a noi e agli altri, ma, ai giorni nostri, la gentilezza è ancora rivoluzionaria. Pratichiamola con costanza. Faremo il mondo più bello.
You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one(Imagine – John Lennon)
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A cosa serve studiare
Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando unʹaria sul flauto. «A cosa ti servirà?» gli fu chiesto. «A sapere questʹaria prima di morire».
Dedicato a tutti noi che, almeno una volta, ci siamo chiesti a cosa serve studiare questo o quello.
Pensieri
